La Torre che si va sgretolando

Intanto la Torre di Nubia continua a perdere pezzi. Una parte del muretto della scala esterna è caduto. Ed il resto della scalinata non promette nulla di buono. Il corrimano si sta sgretolando sempre più. Tant’è che si vede perfettamente il ferro sottostante, completamente arrugginito. L’arco in tufo, che segna un’immaginaria linea di confine tra il mare delle Egadi e le saline che guardano verso la montagna di Erice, è piuttosto malconcio. Come il resto della struttura, in evidenti condizioni di abbandono. E tutto attorno è un quadro di degrado. A volte con rifiuti lasciati all’ombra di ben cinque secoli di storia. Cinquecento anni. Mezzo millennio. E forse anche qualcosina in più, visto che si parla di una preesistente struttura che faceva parte di una tonnara. Di sicuro c’è che qui dopo l’827 d.C. arrivarono gli arabi. E chiamarono questo fazzoletto di terra così fertile ad un tiro di schioppo da Trapani “terra d’oro”. Nubia! Pensate un po’, tra l’Egitto ed il Sudan c’è una regione che si chiama pure Nubia. Evidentemente gli arabi, per darle questo nome, dovettero restare incantatati da una terra così generosa, capace di nel donare frutti e bellezza. Poi vennero i Normanni. Ed a seguire tutti gli altri. Già nel 1500 in questo punto probabilmente ci doveva essere qualche struttura fortificata ma fu nel 1600 che la Torre venne eretta per come la conosciamo oggi (anche se il secondo piano e la scalinata furono aggiunto in seguito) nell’ambito del sistema di difesa contro gli attacchi dei pirati saraceni voluto dagli Spagnoli. Ed in cinquecento anni, oltre a navi, scorribande e battagli navali, questo torrione quadrato ha visto passare tanta di quella storia da riempire i suoi due piani. Stanza delle polveri/cisterna compresa. Insomma, questo monumento rappresenta in tutto e per tutto un patrimonio da preservare e valorizzare. In un punto di una bellezza spiazzante, tra saline, mulini a vento, canali ed i colori dei campi coltivati praticamente da sempre. Questa “terra d’oro” ha poi i tramonti più belli sul mare delle Egadi e le albe dalle sfumature uniche grazie ai riflessi dell’acqua ed alla profondità data dalla piana che si proietta verso le montagne di Levante. Qui il crepuscolo, sia di mattina che di sera, regala puntualmente una pioggia di emozioni. Ed in certi momenti l’atmosfera si carica davvero di magia. Con la torre della “terra d’oro” che dai suoi 15 metri di altezza domina tutto. Chissà che spettacolo il panorama dalla sua terrazza. Ma nessuno può ammirare alcunché, né entrare in questa capsula del tempo dalle possenti, ma dimenticate, mura che continuano a sgretolarsi giorno dopo giorno. E cosi, tra indifferenza , memoria calpestata e bellezza profanata, pezzo dopo pezzo finisce giù per terra anche la speranza.

Mario Torrente